La loggia – numero 30

In evidenza in questo numero, l’articolo sui cento anni della scuola Gabelli di Pordenone. Nata nel 1926 ha formato diverse generazioni di Pordenonesi.

Disponibile presso la nostra sede il numero 30 della pubblicazione della Propordenone La Loggia. Passa in segreteria per ritirarne una copia a solo 12 Euro.

  • Editoriale
  • Pordenone capitale della cultura 2027
    di Giuseppe Pedicini

1 . Eventi

  • Il cammino culturale di Pordenone verso il 2027
    di Alberto Parigi
  • Pordenone Capitale della cultura 2027: che occasione.
    di Vanesia in Contrada
  • L’identità pordenonese fra passato e futuro.
    di Walter Arzaretti

2 . Anniversari

  • La Gabelli di Pordenone, 100 anni di una grande scuola primaria
    di Alessandro Fadelli

3 . Storia

  • La villa romana di Torre di Pordenone.
    di Luca Marigliano e Anna De Zotti
  • Antichi conventi francescani nella diocesi di Concordia-Pordenone.
    di Angelo Crosato
  • Capimastri e muratori ticinesi, lombardi e di diversa origine nel Friuli Occidentale (secoli XV e XVIII).
    di Pier Carlo Begotti
  • Memorie di un padre. il rapporto tra Giovanni Paolo da Ponte e la figlia Giulia (XVI secolo)
    di Luca Gianni
  • Pordenone 1870. Il libro per un’effe di Paolo Tedeschi
    di Alessandro Fadelli
  • 80 anni fa la liberazione, dopo 20 mesi di occupazione nazifascista.
    di Pietro Angelillo

4 . Arte

  • Salvataggio e restauro delle opere d’arte nel Friuli Occidentale dopo il terremoto del 1976
    di Roberto Castenetto e Angelo Crosato
  • L’eco del tempo: Ferruccio Quaia (1908-1978) uno scultore ritrovato.
    di Stefania Miotto

5 . Personaggi

  • Giuseppe Luciano Feruglio ufficiale di cavalleria e giornalista a Pordenone , internato e ucciso in Germania.
    di Vannes Chiandotto

6 . Territorio

  • Pordenone e il pordenonese. Un territorio, una molteplice identità.
    di Benito Biasutti
  • Acque e terre liventine di Pordenone.
    di Tito Pasqualisi

Processo e rogo de la Vecia

Il tradizionale rogo si è svolto quest’anno il giorno 12 marzo, in Piazza XX Settembre, dove “La Vecia” è giunta dopo aver percorso le principali vie della Città.

Il libretto con il testo è stato messo a disposizione presso le edicole di Pordenone, presso la nostra sede, durante la manifestazione.

Il Processo e Rogo della Vecia è una tradizione di Metà Quaresima tipica non solo del Friuli Occidentale, ma sparsa in vari luoghi posti in una lunga fascia d’Europa che va dal Portogallo all’Ungheria, e che in particolare in Italia tocca la Lombardia, il Veneto, l’Emilia, la Toscana e il Friuli. In sintesi, un fantoccio di vecchia viene portato, la sera di Mezza Quaresima, in processione, processato, accusato di tutti i mali della comunità locale e condannato al rogo malgrado l’impegno dell’avvocato difensore.

Così più o meno facevano anche i Romani duemila anni fa, nel “Festum Annae Perennae”(15 marzo) e nei “Mamuralia” (16 marzo).

La tradizione, documentata in più di venti località del Friuli Occidentale, oltre a Pordenone, ha avuto alcuni decenni di abbandono nella prima metà del Novecento, ma è ora in forte ripresa in almeno una decina di paesi del Pordenonese, e l’Associazione Propordenone ha avuto in ciò merito notevole.

Gli studi di G. Chiaradia hanno contribuito a riportare in auge la tradizione, che è insieme una palingenesi della società locale attraverso la pubblica denuncia dei mali (rito di eliminazione) e un auspicio di futuro migliore (rito di propiziazione).

Il Processo si è svolto in dialetto Pordenonese.